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Il Bet Builder è ormai uno degli strumenti più utilizzati per costruire scommesse personalizzate su una singola partita, unendo in un'unica giocata più condizioni scelte liberamente da chi scommette. Una flessibilità molto chiara, che cela una domanda a cui molti non sanno rispondere con precisione: come viene determinata la quota finale che il bookmaker propone per quella combinazione?
Guardando un Bet Builder, l'istinto di molti scommettitori è lo stesso, ossia di prendere la quota di ogni evento selezionato e moltiplicarla per le altre, così da stimare da soli il risultato finale. È un ragionamento intuitivo, ma nella pratica la quota proposta è quasi sempre diversa, spesso più bassa.
Il motivo non è un errore di calcolo né un tentativo di penalizzare chi gioca in Bet Builder. La ragione riguarda il modo in cui gli eventi scelti si relazionano tra loro.
Un Bet Builder riunisce in un'unica giocata più condizioni relative allo stesso incontro sportivo: l'esito finale, il numero di gol totali, la prestazione di un giocatore.
La scommessa vince soltanto se tutte le condizioni si verificano contemporaneamente. Basta che una sola non si realizzi perché l'intera combinazione risulti persa.
Dal punto di vista matematico, il problema centrale non è calcolare la probabilità di un singolo evento, ma stimare la probabilità che più eventi accadano insieme. È un calcolo più complesso rispetto a una scommessa singola, e piattaforme come Sunbet costruiscono le proprie quote sui Bet Builder valutando le condizioni selezionate come parte di uno stesso scenario di gioco, non come elementi isolati.
Per capire perché la correlazione tra eventi è così importante, è utile partire dal caso opposto, quello in cui gli eventi possono essere considerati indipendenti.
Due eventi si definiscono indipendenti quando il verificarsi dell'uno non modifica la probabilità che si verifichi l'altro.
Immaginiamo tre eventi distinti, ciascuno con probabilità del 50%, supponendo che siano effettivamente indipendenti.
La probabilità che si verifichino tutti e tre insieme si ottiene moltiplicando le singole probabilità: 0,5 x 0,5 x 0,5, cioè 12,5%. Convertendo questa probabilità in quota con il rapporto 1 diviso probabilità, si ottiene un valore teorico di 8.00, lo stesso ricavato moltiplicando le tre quote di partenza.
Questo esempio è utile per comprendere il principio matematico di base, ma è una semplificazione. Presuppone un'indipendenza tra eventi che, come vedremo, in molte combinazioni sportive non esiste affatto.
Nella pratica, le condizioni che compongono un Bet Builder riguardano spesso la stessa partita e tendono a influenzarsi a vicenda.
Un esempio classico è la combinazione tra "squadra vincente" e "Over 2.5 gol totali".
Se una squadra vince con un ampio margine, è più probabile che la partita abbia prodotto anche un numero elevato di reti complessive. Le due condizioni tendono quindi a verificarsi insieme con maggiore frequenza rispetto a quanto suggerirebbe un semplice calcolo di indipendenza.
Un altro esempio riguarda la combinazione tra la vittoria di una squadra e il gol di un suo giocatore. Se quella squadra segna più volte, aumenta anche la possibilità che uno specifico attaccante trovi la rete.
Anche qui le due condizioni sono statisticamente collegate.
È importante di conseguenza distinguere correlazione e causalità.
Il fatto che due eventi si presentino frequentemente insieme non significa che uno sia la causa diretta dell'altro. Significa piuttosto che esiste una relazione statistica, spesso legata a un terzo fattore comune, come l'andamento generale della partita.
Parliamo di una logica di cui si trova riscontro anche con i Bet Builder proposti dagli operatori regolamentati, come 888Sport.
Quando gli eventi selezionati non possono essere considerati indipendenti, il bookmaker non si limita a moltiplicare le probabilità dei singoli esiti. Deve stimare direttamente la probabilità congiunta dell'intera combinazione, la probabilità che tutte le condizioni si verifichino insieme.
Questo valore si può indicare con la notazione P (A e B e C), dove A, B e C rappresentano le condizioni scelte.
Stimata questa probabilità, è possibile ricavare una quota teorica: 1 diviso la probabilità stimata. La quota effettivamente proposta al giocatore però non coincide quasi mai con questo valore teorico. Incidono anche il margine che l'operatore applica per coprire i propri costi, il modello statistico utilizzato per valutare le correlazioni tra eventi e la gestione del rischio in generale.
Non c’è un'unica formula pubblica utilizzata da tutti gli operatori per compiere questa stima.
Ogni bookmaker sviluppa modelli propri, spesso complessi e non divulgati, per valutare quanto le condizioni di un Bet Builder siano collegate.
Il principio generale resta però lo stesso. Quando gli eventi non sono indipendenti, la probabilità congiunta può discostarsi un po’ da quella ottenuta ipotizzando l'indipendenza.
Consideriamo due eventi con probabilità individuale del 50% ciascuno, corrispondenti a una quota di 2.00 per ciascuno.
Se fossero indipendenti, la probabilità congiunta si calcolerebbe moltiplicando 0,5 per 0,5, ottenendo il 25%, a cui corrisponde una quota teorica di 4.00, esattamente il prodotto delle due quote di partenza.
Supponiamo però che i due eventi siano positivamente correlati e che un modello stimi per questa combinazione una probabilità congiunta superiore, ad esempio del 30% anziché del 25%.
La quota teorica risulterebbe più bassa, circa 3.33 anziché 4.00, perché una probabilità congiunta più alta corrisponde a una quota inferiore. Al contrario, se la correlazione riducesse la probabilità congiunta, la quota risulterebbe più alta rispetto al semplice prodotto.
Questo esempio mostra perché non ha senso confrontare una quota Bet Builder con il semplice prodotto delle quote singole: il punto di partenza corretto non è la moltiplicazione, ma la probabilità congiunta effettivamente stimata per quella combinazione.
È anche il motivo per cui i giocatori che frequentano piattaforme come Starvegas possono notare quote diverse tra combinazioni apparentemente simili.
Una multipla tradizionale combina eventi provenienti da partite diverse, spesso di campionati o sport differenti.
Quando gli eventi appartengono a partite diverse, l'ipotesi di indipendenza può essere generalmente più plausibile rispetto a una combinazione di condizioni riferite allo stesso incontro.
Un Bet Builder, invece, combina più condizioni riferite allo stesso evento sportivo, rendendo molto più probabile la presenza di correlazioni tra le selezioni.
Per questa ragione, nel Bet Builder le relazioni statistiche hanno una parte importantissima nella determinazione della quota finale, molto più di quanto accada in una multipla su partite diverse.
Due combinazioni con lo stesso numero di selezioni possono quindi avere quote anche molto differenti, non per un errore di calcolo, ma perché le condizioni scelte non hanno necessariamente lo stesso grado di correlazione reciproca.
Quando si osserva una quota Bet Builder, è utile comprendere che quel numero riflette una stima per quella precisa combinazione di condizioni.
La quota di un Bet Builder non deriva, nella maggior parte dei casi, dalla semplice moltiplicazione delle quote dei singoli eventi. Le condizioni scelte, riguardando spesso la stessa partita, possono essere statisticamente correlate e non sempre indipendenti come richiederebbe quel calcolo.
Il punto centrale è la stima della probabilità congiunta, cioè la probabilità che tutte le condizioni si verifichino contemporaneamente.
Quando questa probabilità viene calcolata tenendo conto delle relazioni tra eventi, il risultato può discostarsi da quello ottenuto ipotizzando un'indipendenza che nella realtà non esiste.
In conclusione quindi, va ricordato che la quota proposta al giocatore non coincide mai perfettamente con il valore teorico derivato dalla sola probabilità. Riflette anche il margine dell'operatore e le scelte legate al modello statistico e alla gestione del rischio adottate dal bookmaker.
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