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Come succede in tantissimi sport, anche nell’hockey capita che, alla parità dopo tre periodi, non ci si fermi lì. Le regole del gioco prevedono un prolungamento della partita, cosa che può cambiare il modo in cui viene determinato l'esito di una scommessa. Gli scommettitori alle prime armi potrebbero dunque trovarsi a fronteggiare qualcosa di nuovo: la squadra in vantaggio al sessantesimo minuto non vince, e la giocata risulta persa.
Il motivo è semplice. Non tutti i mercati considerano allo stesso modo il tempo regolamentare, l'overtime e gli eventuali shootout. Alcune giocate si chiudono allo scadere dei 60 minuti, mentre tante altre devono aspettare la fine dell'intera partita.
Bisogna per questo riuscire ad essere flessibili abbastanza da adattarsi alle modifiche di mercato che avvengono durante i supplementari nell’hockey. Lo scopriremo nelle prossime sezioni.
Una partita di hockey si compone di tre periodi da 20 minuti, per un totale di 60 minuti di gioco.
Se alla fine del terzo tempo si arriva alla parità tra le due squadre, si ricorre a un tempo supplementare, detto overtime.
Le modalità, comunque, posso cambiare molto in base alla competizione precisa.
Nella regular season della NHL, la lega nordamericana più seguita, l'overtime dura cinque minuti, si gioca con tre pattinatori più il portiere per squadra e termina alla prima rete segnata. Nei playoff della stessa lega si disputano invece periodi supplementari completi da 20 minuti, a ranghi pieni, fino a quando una squadra non segna.
Se nella regular season nessuno trova la rete durante l'overtime, si passa allo shootout: una serie di rigori, tirati uno alla volta, che serve soltanto a stabilire quale squadra si aggiudica la partita.
A caratterizzare una porzione di gioco vero e proprio è quindi l'overtime, con gol che entrano nel punteggio. Lo shootout è “solo” una sequenza di duelli individuali. Molti operatori, tra cui 888Sport, indicano nelle condizioni di ogni mercato se supplementari e rigori siano inclusi. Questo può essere un’indicazione utile per capire come piazzare le proprie giocate.
La differenza nell’esito di una scommessa in questi casi dipende dal periodo di gioco a cui il mercato fa riferimento.
Alcune giocate fanno infatti capo esclusivamente al risultato al termine dei tempi regolamentari, cioè dopo 60 minuti. In questi casi, dunque, ciò che succede in eventuali overtime non incide sul risultato della scommessa. Altre includono anche i supplementari e, in certi casi, gli shootout.
A questo punto dobbiamo vedere la distinzione tra mercati a tre esiti e mercati a due esiti.
Nei primi si sceglie tra vittoria della squadra di casa (1), pareggio (X) e vittoria della squadra ospite (2). Poiché dopo 60 minuti il pareggio è un risultato possibile, l'overtime non entra nel calcolo.
Nei mercati a due esiti il pareggio non esiste: si indica quale squadra vincerà la partita, e l'esito si definisce soltanto quando la gara è conclusa, considerando totalmente anche supplementari ed eventuali rigori.
Ad esempio: una partita è sull'1-1 dopo 60 minuti e la squadra ospite segna nell'overtime.
Chi aveva puntato sul pareggio nel mercato a tre esiti vince, perché al termine dei tempi regolamentari il punteggio era in parità. Nel mercato a due esiti, invece, perde chi aveva scelto la squadra di casa e vince chi aveva scelto gli ospiti.
Non esiste una regola valida per tutte le giocate: l'inclusione dei supplementari cambia da un mercato all'altro e, anche tra mercati con lo stesso nome, può variare in base alle condizioni del bookmaker.
Il "vincente della partita" è un mercato a due esiti e, nella maggior parte dei casi, comprende overtime e shootout. Il "risultato dopo i tempi regolamentari", detto anche 1X2, fa il contrario: esclude i supplementari e considera soltanto il punteggio dopo 60 minuti.
Handicap e totale dei gol sono meno uniformi. L'handicap, ad esempio, può essere calcolato sui soli 60 minuti oppure sull'intera partita.
Anche su piattaforme autorizzate e considerate tra le più sicure per giocare, come Snai, ogni giocata riporta le proprie condizioni. Si tratta del punto giusto in cui bisogna controllare periodo di riferimento, supplementari e rigori prima di confermare la scommessa.
Lo shootout è la fase che, nella regular season, propone ai giocatori i rigori.
Parliamo di una sequenza di rigori tirati da singoli giocatori contro il portiere avversario. Per questo motivo non coincide con l'overtime e viene trattato come una fase distinta.
I rigori possono dunque avere un’incidenza, ma dipende dal mercato e dalle regole del bookmaker.
Immaginiamo una partita terminata 3-3 dopo i tempi regolamentari, senza reti nell'overtime e decisa dagli shootout a favore della squadra di casa.
Nel mercato 1X2 sui 60 minuti l'esito è il pareggio. Nel mercato "vincente della partita", se comprende rigori e supplementari, risulta vincente la squadra di casa. Per un totale gol fissato a 6,5, le sei reti segnate nei tempi regolamentari portano di norma all'esito "under", dato che i gol dello shootout in genere non vengono conteggiati.
Il tabellino ufficiale può registrare il risultato come 4-3 per la squadra di casa, ma ciò non significa che ogni mercato utilizzi quel punteggio. Conta la definizione indicata dal regolamento della singola giocata.
A subire in maniera particolare l’influenza dell’overtime sono le scommesse live.
Nella regular season NHL, con tre giocatori per squadra, lo spazio sul ghiaccio aumenta e le occasioni da rete diventano più frequenti.
Le quote per le giocate riflettono la probabilità stimata di ciascun esito e vengono aggiornate costantemente. Il tempo residuo è quindi il primo fattore. Man mano che i cinque minuti scorrono, aumenta la possibilità di arrivare ai rigori.
Anche il numero di giocatori sul ghiaccio conta. Un’eventuale penalità comporta una superiorità numerica, che rende più probabile la rete della squadra avvantaggiata e modifica subito le quote.
Questi sono tutti meccanismi automatici che spiegano il movimento dei prezzi. Su operatori come Betflag, che offrono scommesse in diretta, queste variazioni possono avvenire nel giro di pochi secondi, motivo in più per leggere con attenzione le indicazioni del mercato e prestare attenzione a ciò che viene considerato e ciò che viene tralasciato.
Prima di chiudere con il nostro ragionamento di oggi vediamo come cambia la gestione dei supplementari in base alla competizione.
L'esempio dell'hockey professionistico nordamericano lo mostra bene.
In una gara di regular season si gioca un overtime breve e, se necessario, uno shootout.
Nei playoff, invece, gli shootout non sono previsti. In questo caso si procede giocando periodi supplementari da 20 minuti, uno dopo l'altro, finché qualcuno segna. Una partita può così durare ben oltre 60 minuti.
L’impatto sulle scommesse è quindi concreto. In regular season la vittoria può arrivare ai rigori, e bisogna capire se il mercato scelto li comprenda. Nei playoff la vittoria arriva sempre da una rete in gioco, mai dai rigori.
Queste regole non vanno però generalizzate. Campionati e tornei internazionali possono prevedere formule differenti per durata dei supplementari, numero di giocatori e ricorso ai rigori.
Nell'hockey, il risultato dopo 60 minuti, quello dopo l'overtime e quello determinato dagli shootout non è automaticamente equivalente ai fini delle scommesse piazzate. Una partita in parità al termine dei tempi regolamentari può chiudersi con un pareggio in un mercato e con una vittoria in un altro.
Tutto dipende da quale mercato si è scelto di giocare, e cosa quello stesso mercato consideri.
Per questo è fondamentale distinguere tra mercati a due e tre esiti e controllare, per ogni giocata, se supplementari e rigori siano inclusi nel regolamento applicato. L’attenzione per i dettagli, in questi casi, è tutto.
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